Meghillah

A Purim si legge il libro biblico di Ester da un rotolo detto meghillah. Per essere idoneo il testo deve essere copiato su pergamena, scritto a mano e non contenere cancellature. I fogli sono cuciti fra loro e sono sostenuti da un asse in legno o inseriti in una custodia. In tutto il racconto non è mai citato il nome di Dio anche se in alcuni passaggi è evidente il rimando e l’invocazione all’Eterno. Per svelare la presenza nascosta di Dio, alcuni scribi distribuiscono il testo fra le colonne in modo che la prima parola di ogni pagina sia ha-melech, il Re, sebbene questo termine nella storia si riferisca ad Assuero. In questo modo si evidenzia che la regia degli eventi e la salvezza provvidenziale sono saldamente in mano all’Eterno.

Berachot

Una antica tradizione italiana è quella di copiare le benedizioni e gli inni che introducono e seguono la lettura della meghillah su una pergamena singola, forse per aderire alla regola per cui il rotolo dovesse contenere il solo libro di Ester.

L’inno Qore’è Meghillah, recitato al termine della lettura del libro di Ester, è stato composto da Avraham Ibn Ezrà, rabbino vissuto in Spagna tra l’XI e il XII secolo e che soggiornò per qualche tempo a Roma. In esso si racconta il tentativo di distruzione del popolo ai tempi di Ester e l’intervento dell’Eterno a sua protezione, tanto allora quanto nel corso della storia fino alla redenzione finale.

Le decorazioni della Meghillah     

I primi esemplari di rotoli di Ester decorati giunti fino a noi risalgono al XVI secolo. Con ogni probabilità l’uso di adornare le meghillot si deve in parte all’influenza della cultura maggioritaria, per cui in quel periodo le grandi eroine bibliche, inclusa Ester, avevano acquisito un ruolo centrale. Come testimoniano gli esemplari esposti, spesso le decorazioni incorniciavano il testo, fregi o colonne a scandire i brani, ad esempio nella Meghillah Sacerdoti, e cornici in alcuni casi abbellite da scene della storia, come nella Meghillah Pescarolo. Nella maggioranza dei casi gli artisti erano ebrei, ma la committenza poteva guardare anche all’esterno, come nel caso dei rotoli con i bordi incisi, in cui le decorazioni venivano stampate sulla pergamena che in seguito veniva riempita con il testo e colorata, come nella Meghillah di Bergamo.

Vuoi saperne di più? Guarda la registrazione dell’incontro in inglese “Scrolling the history” sul nostro canale Youtube Scrolling the History. Un viaggio da New York a Gerusalemme passando per Ferrara.