Purim, una storia senza tempo

Una mostra dedicata a Purim, una delle feste più gioiose del calendario ebraico, e alla sua protagonista: la Regina Ester.

Opere d’arte rinascimentali e preziose pergamene raccontano la vicenda dell’eroina biblica Ester e di come riuscì a salvare il popolo ebraico sventando il piano di Aman, il consigliere del Re di Persia. Una storia senza tempo che ancora oggi ha tanto da trasmettere e che da secoli viene celebrata con banchetti, feste in maschera e rappresentazioni teatrali.

L’esposizione è a cura di Amedeo Spagnoletto, Olga Melasecchi e Marina Caffiero con la collaborazione di Sharon Reichel.

Tutte le feste saranno un giorno annullate, mentre i giorni di Purìm permarranno eternamente (Ialqut Shim’onì, Mishlè, 944)

La storia di Purim viene raccontata nella Meghillat Ester, il Libro di Ester, che fa parte del canone biblico e che durante la festa viene letto nelle sinagoghe.

Si narra che Assuero, re di Persia e di Media, preparò un banchetto per i notabili del regno, a cui invitò la sua regina Vashti. Questa, impegnata a sua volta in un banchetto organizzato per le donne, rifiutò di presentarsi e fu bandita dalla corte e ripudiata. Vennero convocate le più belle ragazze del paese per sostituirla e fu scelta Ester, una ragazza ebrea che dovette celare la sua identità per andare in sposa ad Assuero. Ester, ora regina, è accompagnata e consigliata dal cugino Mordechai. Il primo ministro Aman, uomo superbo e malvagio, entrò in conflitto con Mordechai e, sapendo che questi era ebreo, chiese ed ottenne dal re che tutti gli ebrei del regno fossero uccisi, in un giorno che sarebbe stato tirato a sorte, in ebraico pur.

Il giorno sorteggiato fu il 13 del mese di Adar e vennero inviate lettere con l’ordine di sterminare e di distruggere tutti gli ebrei. Venuto a conoscenza dell’ordine, Mordechai convinse la regina Ester a parlare al re Assuero in difesa del suo popolo. Superato il timore di rendere nota la propria identità e dopo un digiuno di tre giorni Ester rivelò al re il malvagio piano di Aman. La storia si conclude con l’impiccagione di Aman, la salvezza degli ebrei e l’istituzione della festa di Purim.

I valori di Purim

Purim è la più gioiosa tra le festività ebraiche, la più amata dai bambini. Si celebra a metà del mese ebraico di Adar, che cade fra febbraio e marzo. Il nome proviene dalla parola pur, che significa sorte. La storia che viene letta e raccontata è quella del ribaltamento di un destino che sembrava inesorabile, delle sorti che si rovesciano e del ritorno alla vita.
Quella di Ester è una delle storie bibliche più conosciute, il nome della protagonista è di origine babilonese, forse deriva da quello della dea Astarte, ma può anche avere il significato di io mi nasconderò per sottolineare una identità celata persino al suo stesso marito, pur mantenendo vivo dentro di sé il senso di appartenenza al popolo ebraico.

È nota soprattutto per la vivacità dei personaggi, per la gioiosità della festa di Purim e per la perenne verità della sua morale. Aman, il nemico, è divenuto il prototipo dei persecutori del popolo di Israele e la sua caduta è sempre stata in ogni tempo una speranza e un rifugio per il popolo ebraico oppresso. Il libro esemplifica, in modo conciso, ma efficace, l’eterno miracolo della sopravvivenza ebraica. Assistere alla lettura del Libro di Ester è uno dei precetti della festa. In questo giorno si devono anche fare doni ai bisognosi, inviare dei cibi a due persone diverse, partecipare ad un banchetto festivo.